Chiunque abbia assaggiato un olio extravergine di oliva di alta qualità lo sa: basta portarlo al naso per sentire un’esplosione di profumi. Erba appena tagliata, pomodoro, mandorla, e carciofo trai i più comuni e perfino richiami floreali o agrumati. Ma da dove nascono questi sentori? E soprattutto: significa che dentro l’olio ci sono pomodori, carciofi o mandorle? Assolutamente no.
In questo articolo ti guiderò a scoprire uno dei lati più affascinanti e ancora sconosciuti dell’olio extravergine di oliva: quello dei composti aromatici naturali di cui è composto. Un viaggio che unisce biologia, chimica e degustazione, per raccontarti come e perché un olio extravergine di oliva di qualità superiore profuma di natura.
I profumi dell’olio extravergine di oliva non sono un’aggiunta, ma una magia naturale tutta vegetale
Quando l’oliva viene franta, gli enzimi naturali contenuti nella polpa e nella buccia attivano un enzima il LOX Pathway (lipossigenasi). In parole semplici: una serie di reazioni enzimatiche trasformano gli acidi grassi insaturi dell’oliva in molecole volatili aromatiche. Sono queste molecole a regalare al nostro naso quei profumi vegetali, fruttati e floreali che rendono unico l’olio extravergine di oliva.
E qui arriva la parte più interessante: molte di queste molecole non sono esclusive dell’oliva, ma fanno parte del grande vocabolario del regno vegetale. Significa che le ritroviamo anche in pomodori, carciofi, mandorle, erba, fiori e altri alimenti. Ecco perché, quando assaggiamo un olio, il nostro cervello riconosce una molecola e la associa a un ricordo sensoriale già conosciuto.
Perché diciamo “sa di pomodoro” o “sa di mandorla”?
Non perché ci siano davvero pomodori o mandorle nell’olio, ma perché le stesse molecole aromatiche sono presenti in alimenti diversi. Il nostro cervello riconosce quelle molecole e le “traduce” con i ricordi sensoriali già memorizzati. Questo fenomeno si chiama associazione sensoriale: una vera magia di memoria e percezione.
Le molecole responsabili degli aromi
Le principali famiglie di composti volatili che danno i sentori sono:
- Aldeidi (es. esenale, nonadienale, ecc.) → note verdi, erbacee, di foglia di pomodoro, erba appena tagliata.
- Alcoli (es. esenolo, ottanolo) → note fresche, floreali o vegetali.
- Esteri → note fruttate, dolci, più morbide.
- Idrocarburi e chetoni → meno percepibili ma contribuiscono al bouquet.
Per esempio:
- cis-3-esanale → ricorda foglia di pomodoro, erba fresca. Presente anche negli spinaci e nei fagiolini.
- 1-esanolo → note verdi e fruttate.
- trans-2-esenale → sentore di mandorla verde, mela. Lo troviamo anche nelle mele e nelle pere.
- nonadienale → richiama carciofo. Presente anche in lattuga e sedano.
Queste sostanze, lavorando in sinergia, creano il bouquet aromatico che percepiamo in un grande olio extravergine di oliva.
Il parallelismo con il vino
Proprio come nel vino diciamo che “sa di ciliegia” o “profuma di violetta” senza che dentro ci siano ciliegie o violette, così accade con l’olio extravergine. Non sono ingredienti aggiunti, ma aromi naturali sprigionati dalla trasformazione enzimatica delle olive.
Non tutti gli oli hanno gli stessi aromi
Come si è spiegato in questo articolo gli aromi provengono da specifiche molecole presenti nell’oliva e va da se che la loro concentrazione e diversificazione in essa dipende dalla varietà e dalla zona di produzione. Addirittura tra varietà identiche presenti nello stesso territorio, il metodo di coltivazione, il microclima e le situazioni di stress ambientali che la pianta ha dovuto sopportare danno origini a sentori molto diversi tra loro e questo è il motivo per il quale anche oli provenienti dallo stesso territorio di produzione possono essere molto diversi tra loro.
L’olio come esperienza sensoriale totale
L’olio extravergine di oliva di alta qualità non è solo un condimento, ma un’esperienza sensoriale completa. Comprendere le sue molecole aromatiche significa imparare a comprenderlo meglio, a valorizzarlo e soprattutto a goderne con più consapevolezza. Ogni goccia di un grande olio EVO porta con sé la memoria del frutto, della pianta e della terra da cui proviene.
Ecco perché un olio extravergine di qualità non solo arricchisce i piatti, ma racconta una storia di natura, scienza e cultura che parte dall’oliva e arriva dritta al cuore (e al naso) del consumatore, emozionandolo.
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